
3) L'Uno e l'Intelligenza.
Si tratta delle prime due ipostasi, il confronto fra le quali
chiarisce le caratteristiche di entrambe. Plotino riesce a parlare
dell'Uno solo affermando di Lui ci che non  (teologia negativa).
Il termine greco ypstasis - dal verbo yphstemi, pongo sotto -
significa fondamento, ma anche esistenza (modalit di
esistere); ypstasis, come il termine aristotelico ypokemenon,
pu essere reso in latino con substantia, ma nella tradizione
influenzata dalla teologia cristiana viene spesso tradotto con
persona. Le ipostasi sono, comunque, nella filosofia di Plotino, i
modi di esistere dell'Essere. Lo stesso filosofo fa riferimento a
una analoga tripartizione dell'Essere (tritt t pnta) da parte
di Platone: E, su questo punto, anche Platone insegna tre gradi:
Tutto, egli dice, si aggira intorno al Re del tutto <e qui egli si
riferisce al Primo>, il secondo  intorno al Secondo,e il terzo
intorno al Terzo. Ma egli dice inoltre che la causa ha un Padre e
chiama Intelligenza (Nos) questa causa. Per lui infatti
l'Intelligenza  il Demiurgo. Egli afferma che il Demiurgo crea
l'Anima [...], e il Padre della causa, cio dell'Intelligenza, lo
chiama il Bene, "ci che  al di l dell'Intelligenza e al di l
dell'Essere" e in parecchi luoghi chiama idea l'Essere e
l'Intelligenza. Platone sa dunque che dal Bene proviene
l'Intelligenza e dall'Intelligenza l'Anima (Enneadi, V, 1, 8). I
riferimenti a Platone sono: Lettera secondo, 312 e, 1-4; Lettera
sesto, 323 d, 4; Fedone, 97 c, 1-2; Timeo, 34 b-35 b, 41 d;
Repubblica, 509 b, 9

Enneadi, sesto, 9, 3 (vedi manuale pagine 208-209).

1   [...] Ma l'Intelligenza [Nos] pu vedere soltanto o le cose
che sono sopra di lei, o le cose che le appartengono o le cose che
da lei provengono. Le cose che sono in lei sono pure; ma pi pure
e pi semplici sono le cose che sono prima di lei, o meglio,
l'Unico che la precede. Questi, dunque, non  l'Intelligenza, ma 
anteriore all'Intelligenza. Poich l'Intelligenza  qualcosa che
fa parte degli esseri. Quello, invece, non  qualcosa, ma 
anteriore a qualsiasi cosa; e nemmeno non  essere, poich
l'essere possiede - diciamo cos - una forma, la forma
dell'essere. Ma l'Uno  privo di forma, privo anche della forma
intelligibile.
2   Appunto perch l'essenza dell'Uno  la generatrice di tutte le
cose, essa non  nessuna di esse: perci essa non  qualcosa, n
 qualit, n quantit, n Intelligenza, n Anima; non  in
movimento e nemmeno in quiete; non  in uno spazio n in un
tempo; essa  in s solitaria, tutta chiusa in se stessa, o
meglio,  l'Informe prima di ogni forma, prima del moto e prima
della quiete: poich tali propriet appartengono all'essere e lo
fanno molteplice. Ma, se Egli non  in moto, perch non  nemmeno
in quiete? Perch l'una di queste due alternative, o ambedue,
aderiscono necessariamente solo all'essere; e poi, ci che  in
quiete  quieto in virt della quiete ma non si identifica con
essa: perci quiete e moto gli aderirebbero solo per accidente, ed
Egli non sarebbe pi semplice. [...].
 (Plotino, Enneadi, Rusconi, Milano, 1992, pagina 1343).

